Capitolo 28 Una guardia scortò Riley in una piccola stanza dalle pareti color crema, con una finestra barricata. Alla parete c’era uno specchio, che era ovviamente una finestra d’osservazione per chiunque guardasse dall’altra parte. La guardia rivolse a Riley uno sguardo interrogativo e lei disse: “Va bene.” L’uomo uscì e chiuse la porta dietro di sé. Il prigioniero, che indossava una tuta verde scuro, era già seduto al tavolo, in attesa. Le stava sorridendo. Riley non sapeva come interpretare quel sorriso. Era, dopotutto, il sorriso di un uomo capace di uccidere a sangue freddo e che per questo stava scontando l’ergastolo. La donna si sedette nella sedia vuota dall’altra parte del tavolo, guardandolo in faccia. Shane Hatcher era un robusto afro-americano. Mike Nevins aveva detto a Ril

