Capitolo dodici Sasha La rudezza nella voce di Maxim mi fece accelerare il battito. La mamma. «Cosa intendi? È scomparsa?» Maxim annuì mentre si infilava velocemente i vestiti. «Sì.» Presi i miei e mi vestii anche io. «Pensi che sia stata uccisa?» Maxim esitò, facendomi salire l'adrenalina, ma poi scosse la testa. «No. Se chi ha ucciso Vladimir l'avesse voluta morta, se ne sarebbe occupato in quel momento. Vale da viva, se sono interessati ai soldi.» Ai soldi. Il cuore mi batté più veloce. Ma quindi avrebbero dovuto uccidere me. Era la prima volta dalla morte di mio padre, in realtà la prima volta in assoluto, che avevo davvero paura per la mia vita. Maxim aveva cercato di mettermi in guardia, ma vivevo da tutta la vita come una bratva reale con le guardie di sicurezza che mi ali

