CAPITOLO VENTITRÉ Tano cavalcava diretto verso il generale Draco, passando da una tenda all’altra, vicino a decine di migliaia di soldati dell’Impero disseminati sul monte Alva. Non faceva nulla per nascondere il risentimento che gli si leggeva negli occhi. Il malvagio generale sosteneva sempre ogni cosa brutta e sbagliata che ci fosse nell’Impero. In effetti odiava quell’uomo corrotto tanto quanto suo zio, forse di più. Dopotutto si diceva che il generale Draco fosse colui che aveva ucciso i suoi genitori. Tano alla fine arrivò e smontò da cavallo camminando sull’erba bruciata verso il generale dai capelli argentati. L’uomo di mezz’età si trovava davanti alla sua tenda, il mantello rosso che sventolava al vento, una fascia legata attorno alle spalle muscolose, al di sopra dell’armatura.

