Lucius So qual è l’istante in cui il sole si ritira prima del buio. I miei polmoni si riempiono di aria. Il letargo si dissolve. Mi alzo, spingendo di lato il coperchio del sarcofago. Il mio rituale del giorno richiede un atto di forza sovrannaturale. Dovrebbe farmi sentire onnipotente. Immortale. E invece sono esausto. Debole. Chiudo la bara e mi stiracchio, le mani piegate come in preghiera. Ma chi dovrei pregare? In tutti questi anni sono io la cosa più vicina a un dio che chiunque possa mai incontrare. Immortale, onnipotente. Un mostro, dannato per sempre. Aria fresca soffia nel corridoio. Sbatto le palpebre, ma non ruoto la testa. La casa è vuota senza di lei. La mia vita è vuota senza di lei. Ma non la mia cripta. C’è qualcun altro qui. “Lucius.” La voce di Xavier riecheggia

