Canto VII

888 Worte

Canto VII Poscia che l’accoglienze oneste e liete furo iterate tre e quattro volte, Sordel si trasse, e disse: «Voi, chi siete?». 3 «Anzi che a questo monte fosser volte l’anime degne di salire a Dio, fur l’ossa mie per Ottavian sepolte. 6 Io son Virgilio; e per null’altro rio lo ciel perdei che per non aver fé». Così rispuose allora il duca mio. 9 Qual è colui che cosa innanzi sé sùbita vede ond’e’ si maraviglia, che crede e non, dicendo «Ella è... non è...», 12 tal parve quelli; e poi chinò le ciglia, e umilmente ritornò ver’ lui, e abbracciòl là ‘ve ‘l minor s’appiglia. 15 «O gloria di Latin», disse, «per cui mostrò ciò che potea la lingua nostra, o pregio etterno del loco ond’io fui, 18 qual merito o qual grazia mi ti mostra? S’io son d’udir le

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