VI

806 Worte
VI Sto guidando, non so per andare dove. Attorno a me c'è solo buio. E non c' è nessuno che possa aiutarmi, nessuno che possa farmi capire qualcosa di quello che mi sta succedendo, nessuno che possa fornirmi qualche indizio. Da quanto tempo sono qui? Ho perso la cognizione del tempo. A volte ho l'impressione di essere il protagonista di un fermo-immagine, poi però mi rendo conto di riuscire a muovermi in qualche modo. “C'è nessuno?”, provo a chiedere, senza ottenere alcuna risposta. Ho conferma di essere solo. Dentro un'automobile , o un altro veicolo? Non l'ho ancora capito. Senza altri passeggeri, senza altri sedili, senza cambio. Ma con il volante, che rimane sempre davanti a me. Che cosa mi sta succedendo? Non lo so, ma credo di non sapere tante cose. Mi trovo qui per caso, forse. Mi vengono in mente gli esperimenti con la macchina del tempo, anche se ho sempre pensato che quella fosse solo frutto della fantasia di qualcuno che volesse creare storie per qualche libro o film, dove si viene catapultati in un mondo e in un'epoca lontani. Come si chiamava quel film? Non mi ricordo, forse mi verrà in mente tra un po'. Adesso, anche se mi sforzo, non riesco a ricavare nulla dalla mia memoria. Non riesco nemmeno a capire come mi senta, ma è una sensazione strana. Eccolo, è tornato il mal di testa, mi pulsano le tempie, prima a destra, poi a sinistra, è un dolore più forte rispetto all'altra volta. “Avete un analgesico, per favore?”, ma è inutile perché so che non risponderà nessuno. Io, comunque, ci ho provato. Adesso sto pensando che forse potrei essere vittima di una candid-camera: ti chiamano con una scusa, ti piazzano qui al buio, in questa specie di auto, e ti lasciano da solo ad aspettare. “ E' uno scherzo di cattivo gusto, sapete?”, dico rivolgendomi al nulla che ho davanti. L'ho quasi urlato, perché questa situazione sta cominciando a stancarmi. Da quanto tempo sono qui? “Avanti, venite allo scoperto! So che siete nascosti da qualche parte!” Non ricevo risposta, per cui non mi resta che aspettare. L'attesa è snervante, non ho mai aspettato così tanto. Ancora non si vede nessuno. Sembra che non vogliano mostrarsi. O hanno paura, oppure sono bastardi e mi stanno facendo uno scherzo che non mi sta piacendo affatto. Nelle candid-camera tradizionali, se possiamo chiamarle così, tutto si risolve nel giro di qualche ora, al massimo in una giornata, ma sinceramente mi sembra di essere in questo posto da molto più tempo, o magari mi sbaglio io. In fondo, credo proprio che mi sia successo qualcosa che mi abbia come estraniato; in ogni caso, questo rimane un brutto scherzo. Non si fanno scherzi del genere, nemmeno al peggior nemico. Ho paura del buio, perché per me significa incertezza. O meglio, perdita delle certezze. Ho paura del buio e qualcuno sta giocando proprio su questo, sfruttando questa mia debolezza. Mi rendo conto che è un codardo, visto che non ha intenzione di farsi riconoscere. Chiunque sia, ha capito che gliene canterei quattro, per cui se ne guarda bene dal farsi guardare in faccia. “ C'è nessuno?”, riprovo a chiedere, lacerando l'assoluto silenzio che regna qui dentro. Ancora nessuna risposta. “Avete un analgesico? Mi fa male la testa”, ma qui evidentemente non c'è nessuno che sia disposto ad ascoltarmi. “Dove siete? Fatevi vedere.” Non esce nessuno, non viene nessuno qui da me. Che brutta situazione, non mi piace per niente. Se almeno notassi qualche movimento, potrei cercare di capire chi sia il colpevole di tutto questo; ma non vedo nessuno. Ragionando, mi rendo conto che è rimasto tutto uguale da quando mi sono ritrovato qui dentro. Io, su un sedile, con un volante davanti e tutto buio intorno. Un buio in grado di inghiottirmi. Potrebbe essere una bella scena per un film dell'orrore. Già me lo immagino. E magari verrebbe anche pubblicizzato adeguatamente. “Signore e signori, accorrete numerosi all'anteprima del nuovo film dell'orrore. Vi farà accapponare la pelle! Non sarete mica fifoni, vero? Avanti, che cosa state aspettando? E' arrivato in tutte le sale. Accorrete, accorrete, accorrete...” E io sarei il protagonista. Che fortuna! Diventerei famoso, per carità, ma preferirei farlo in altro modo. Sto divagando un po', forse per cercare di non pensare a quello che mi sta accadendo, forse per farmi venire in mente qualche idea per capire come uscire da questa situazione. E, tanto per cambiare, non mi viene in mente nulla. “ C'è nessuno?”, chiedo ancora una volta, “Avrei bisogno di qualcosa per farmi passare il mal di testa!” Niente e nessuno. E' sconfortante, come risultato. Non mi resta che aspettare, in attesa di qualcuno, in attesa che cambi qualcosa.
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