CAPITOLO VENTOTTO Conven, finalmente a casa, entrava nel suo villaggio. Era stanco, esausto, le gambe intorpidite dopo quel viaggio di chilometri e chilometri. Aveva fatto tutta quella strada da solo, a piedi, camminando fin da quando aveva lasciato la Legione decidendo che non c’era più per lui alcun altro luogo dove andare se non lì. A casa. Ancora oppresso dal dolore per la morte di suo fratello, aveva bisogno di tempo per schiarirsi le idee. Voleva stare solo e lontano da tutto e tutti. Una parte di lui sentiva che avrebbe dovuto rimanere alla Corte del Re a festeggiare insieme ai suoi fratelli della Legione, ma un’altra parte, quella più preponderante, era ancora indolente nei confronti del mondo. Il pensiero del gemello morto lo divorava rendendogli difficile pensare a qualsiasi al

