CAPITOLO TRENTA Telum approdò sulla costa di Haylon e iniziò subito a uccidere. Sembrava la cosa più naturale da fare. Piantò la spada nel petto di un uomo, aggirò la punta di un’arma inastata e spaccò un altro cranio con un calcio. Si trovava nel posto giusto, glielo diceva la battaglia. Come anche l’ondata di energia mortale che era volata al di sopra delle onde mentre Telum stava manovrando la sua barca verso la riva. Ne aveva sentito il culmine, ne aveva presa una parte bevendone il potere nel modo in cui aveva fatto con la vita di Daskalos. Ora si faceva strada in mezzo alla battaglia, attraversando il porto. Uccideva chiunque gli si avvicinasse, noncurante dei colori che indossava sull’armatura. C’era una semplicità in questo: Telum non aveva fazione, e quindi compiva le uccisioni

