Se l’immaginazione ricusava d’agire in un’ora come quella, il caso doveva esser disperato davvero. Il chiaro di luna in una stanza familiare, che cade così bianco sul tappeto e ne mostra così chiaramente le figure, rendendo ogni oggetto così nitido e insieme diverso da come appare al mattino o a mezzodì, è il tramite più confacente a un romanziere per far conoscenza coi suoi ospiti immaginari. Ecco la scenetta domestica della stanza ben nota: le sedie, ciascuna con la propria individualità a sé stante; la tavola al centro, che regge il cestino da lavoro, un paio di libri e una lampada spenta; il canapè; gli scaffali; il quadro alla parete; tutti questi particolari, visti così compiutamente, son spiritualizzati dall’insolita luce a tal segno, che paion smarrire la sostanza reale e diventar

