V. GIUSEPPE ROULETABILLE RIVOLGE AL SIGNOR DARZAC UNA FRASE CHE PRODUCE IL SUO EFFETTO Camminavamo da qualche minuto, Rouletabille ed io, lungo un muro che circondava il vasto fondo del signor Stangerson e vedevamo già il cancello d’ingresso, quando la nostra attenzione fu attratta da un uomo quasi piegato a terra, e talmente assorto che non ci vide sopraggiungere. Ora si piegava, si sdraiava quasi sul suolo, ora si rialzava esaminando attentamente il muro, ora si guardava nel cavo della mano destra. Rouletabille mi aveva fermato con un gesto. — Zitto! Federigo Larsan lavora!... Non lo disturbiamo. — Giuseppe Rouletabille nutriva una grande ammirazione per il celebre poliziotto. Io non avevo mai veduto Federigo Larsan, ma lo conoscevo bene di fama. L’affare delle verghe d’oro dell’albe

