XVI. STRANO FENOMENO DI DISGREGAZIONE DELLA MATERIA Estratto dal taccuino di Giuseppe Rouletabille. (seguito) Eccomi di nuovo al davanzale della finestra (prosegue Rouletabille), e di nuovo la mia testa lo sorpassa; mi preparo a guardare di fra le tende, che non hanno mutato disposizione, ansioso di sapere in quale atteggiamento troverò l’assassino. Se almeno mi voltasse le spalle! Se fosse ancora alla scrivania a scrivere.... Ma forse.... forse non è più lì!... E come sarebbe fuggito?... Non ho io la sua scala?... Faccio appello a tutta la mia calma. Allungo il collo.... guardo: è lì; rivedo il suo dorso mostruoso, deformato da un fantastico chiaroscuro. Soltanto, non scrive più e la candela non è più sulla piccola scrivania. La candela è sul pavimento, davanti all’uomo chinato su es

