Capitolo Trentuno Si trova di nuovo in quella camera da letto simile a un attico, e ha un aspetto molto più riposato (e, proporzionalmente, più delizioso). “Ciao, scoiattolina.” “Ciao, draghetto” gli rispondo con un sorrisino. “Come hai dormito?” Lui ricambia il mio sorriso. “Molto bene. Grazie per avermi rimboccato le coperte.” “È stato un piacere. Letteralmente. Come sta tuo fratello?” Il sorriso scompare. “Sempre uguale. I medici non sono d’aiuto. Potrebbe uscire dal coma oggi, domani o tra qualche settimana… non lo sanno proprio.” “È terribile.” Mi siedo sul letto. “Fammi sapere se posso fare qualcosa per aiutarti.” Oltre a risparmiargli il rimedio di mia madre! Anche lui si siede sul letto. “Lo stai già facendo. Parlare con te mi distoglie dai pensieri.” Mi sento così fluttu

