CAPITOLO TRENTADUE Duncan si teneva stretto mentre i ghiaccistrelli lo avvolgevano squittendogli nelle orecchie e graffiandolo da ogni parte. Con la pelle ferita e quelle creature che gli si avventavano contro tirandogli i capelli e pungendolo in ogni punto libero riuscissero a trovare, Duncan iniziò a farsi più debole. Sulla sua schiena il soldato ferito ansimava e Seavig, accanto a lui, gridava mentre cercava di colpirli senza molto successo. Separati lassù dal resto dei loro uomini, lontani dal ripiano e sempre più deboli a ogni momento che passava, Duncan capì che non sarebbe sopravvissuto. Improvvisamente ci fu il rumore di picconi che fendevano il ghiaccio e Duncan guardò oltre sorpreso di vedere i suoi comandanti, Anvin ed Arthfael, che gli apparivano accanto, insieme a decine di


