XXII Le Ménil le aveva scritto: «Parto domani alle sette di sera. Trovatevi alla stazione.» C’era andata. Lo vide in un lungo mantello grigio alla pellegrina, corretto e calmo, davanti agli omnibus degli alberghi. Le disse soltanto: – Ah! Eccovi qua! – Amico mio, m’avete chiamata… Egli non confessò che aveva scritto colla speranza assurda che tornasse ad amarlo, e che quel ch’era successo sarebbe stato dimenticato, oppure che ella gli dicesse: «È stata una prova.» Se gli avesse parlato così, per il momento l’avrebbe creduta. Deluso che non aprisse bocca, le disse seccamente: – Che cosa avete da dirmi? Siete voi che dovete parlare, non io. Io non ho delle spiegazioni da darvi; non ho da giustificarmi d’un tradimento. – Amico mio, non siate crudele, non siate ingrato verso il passat


