VI - TREMAL-NAIK

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VI - TREMAL-NAIK Quantunque fosse assai stanco, il buon portoghese non fu capace di chiudere occhio in tutta la notte. Quel vecchio bianco che guidava un drappello di dayachi e somigliava tanto allo zio della moglie della Tigre, stato visto in vicinanza della città dal malese Sambigliong l'aveva sempre nella mente e riempivagli l'animo di forti inquietudini. Invano cercava di tranquillizzarsi, ripetendosi che forse il malese si era ingannato, che il lord doveva essere ancora lontano, forse a Giava, forse in India, forse più lontano ancora, in Inghilterra. Parevagli sempre di udire la voce del vecchio nell'attiguo corridoio; parevagli sempre di udire delle persone avvicinarsi alla sua stanza, un fragore d'armi risuonare nel palazzo. Più volte, non sapendo dominare le sue inquietudini, sc

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