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2 Così, con tutte le luci spente, la luna tramontata e una pioggerellina che tamburellava sul tetto, cominciò un diluvio di tenebra immensa. Sembrava che niente si sarebbe salvato dall’inondazione, dalla profusione di tenebra che, insinuandosi nelle serrature e nelle fessure, penetrava attraverso le persiane, entrava nelle camere, inghiottiva qui una brocca e un catino, là un vaso di dalie rosse e gialle, lì gli angoli vivi e la struttura massiccia di un cassettone. Non solo i mobili erano scomparsi: non era rimasto quasi più nulla del corpo e della mente da poter dire «È lui» oppure «È lei». A volte una mano si alzava come per afferrare qualcosa o difendersi da qualcosa, oppure qualcuno gemeva, o rideva forte come se stesse scherzando con il nulla. Nulla si muoveva in salotto o nella sa

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