CAPITOLO 11

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CAPITOLO 11 All’aeroporto di Bucarest eravamo attesi da una collega della Gendarmeria rumena, una splendida trentenne, gli occhi di un azzurro intenso, i lunghi capelli castani raccolti sotto il berretto dell’uniforme, i lineamenti del viso vagamente asiatici, l'altezza sopra la norma per una donna rumena, il tutto inserito all’interno di un’impeccabile divisa color verde militare. Ci venne incontro tendendoci la mano. Mauro scambiò alcune battute in rumeno con la collega appena conosciuta, che scoppiò in una risata. «Se voleste fare in modo che capisca qualcosa anch’io, ve ne sarei grata» proferii, quasi in preda a un attacco di gelosia. «Ma certo. Parlo bene l’italiano ed è giusto che sia io, come ospite, a esprimermi nella vostra lingua. Sono il capitano Rebeka Chiriaşilor, in forza

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