Capitolo 31

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Capitolo Trent­uno Santa ossitocina! Il suo sapore mi ricorda vagamente quello dei tartufi al cioccolato, ma l'orgasmo che la mia bocca sta provando fa impallidire qualsiasi dolce al confronto. Non è reale. È surreale. Le nostre lingue danzano nel più intricato balletto mai messo in scena e mi sembra di vivere un'esperienza extracorporea. Come se le sue labbra mi procurassero fremiti nell'anima. Qualcuno si schiarisce la gola. Art non sembra accorgersene né preoccuparsene, ma io mi stacco con riluttanza. Il mio viso è accaldato (così come le parti più intime del mio corpo) mentre mi volto verso Festus, che si sta sforzando di non sembrare disgustato. Con uno sbuffo, dice: “È tutto organizzato”, prima di aggiungere sottovoce: “Ora andate a prendervi una stanza.” Mi tocco le labbra g

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