Capitolo due-4

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Lungi dall'apparire umiliata dalla nudità forzata, lo fronteggiò e raddrizzò le spalle, e se l’atteggiamento non fosse stato così risoluto avrebbe riso, stupito di tanta genialità. Ma lei lo aveva inchiodato: l’agonia ogni volta che era vicino a quel corpo umano perfetto e minuscolo non scemava, e dovette resistere all’impulso di girarla sulla schiena e seppellire la propria virilità nel suo calore stretto e umido finché non avesse gridato pietà, implorandone ancora. Voleva che dicesse il suo nome mentre le sculacciava il culo rosso e poi la scopava forte e brutalmente da dietro. «Giusto.» Richiamò di nuovo il controllo simile a una frusta, camminando lentamente verso di lei – no, aggirandosi attorno a lei. «Quando sei nella mia stanza, sei nuda. E perché, schiavetta mia?» Le narici si d

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