Prologo
Gabby
Cinque anni fa
Oh mio Dio!
Mi sta baciando, ed è la miglior sensazione che abbia mai provato. Non voglio dimenticare neppure un dettaglio, perciò mando tutto a memoria.
Il modo in cui le sue labbra sono morbide ma sicure contro di me. Che vagano e studiano. La sua lingua è impetuosa… mi porta verso le mie fantasie più nascoste.
Sto morendo.
Morendo per il puro piacere peccaminoso che la mia psiche da diciottenne potrebbe non essere in grado di gestire.
Non sono sicura di poterlo gestire perché sono innamorata di Hunter Markham da quando avevo poco meno di dieci anni. Otto lunghi anni a struggermi per lui.
Non ha aiutato, e di certo ha solo attizzato il mio fuoco, il fatto che io sia la migliore amica di sua sorella, Casey, e sia praticamente cresciuta in casa loro. Lui mi stuzzicava sempre, come spesso fanno i ragazzi di quattro anni più grandi. Questo non faceva che rafforzare la mia cotta… il motivo per cui mi stuzzicava era che gli piacevo.
Giusto?
E stasera… le cose non avrebbero potuto essere più perfette di così.
Io e Casey ci siamo diplomate alle superiori neanche cinque ore fa. Quando sono salita sul palco per accettare il mio diploma, i miei occhi hanno esaminato il pubblico. Sono passata brevemente sui miei genitori, che amo e adoro oltremisura. Erano seduti proprio accanto a quelli di Casey, a sorridere orgogliosi. Ho vagamente registrato le due coppie di genitori, e migliori amici, che applaudivano entusiasti.
Poi il mio sguardo si è posato su Hunter. Mi stava sorridendo, radioso e allegro, i denti che luccicavano contro la pelle abbronzata. Amo il modo in cui porta i capelli un po’ lunghi, tutti arruffati, castani con striature biondo chiaro causate dal sole e dall’acqua salmastra. È arrivato ieri sera in aereo dalle Fiji, dove ha gareggiato nel Volcom Fiji Pro, parte dell’ASP World Championship Tour. È un modo elegante per dire che Hunter è un surfista professionista, ed è piuttosto bravo. Si è qualificato secondo in quel torneo, ma è classificato come numero cinque nel mondo.
In tutto il cavolo di mondo, il che, beh… lo rende ancora più sexy nella mia mente.
E stasera… io e Casey abbiamo fatto i nostri giri per le solite feste in spiaggia che si stavano svolgendo attorno alla Hatteras Island. Sono sovreccitata per il fatto di essere un’adulta, ed essermi diplomata, e Hunter Markham si offre galantemente di portare in giro me e Casey mentre festeggiamo l’onorevole e radicata tradizione di ubriacarci la notte del diploma nel nostro piccolo villaggio del North Carolina. Per non annoiarsi del tutto alle feste delle superiori, si è trascinato dietro il suo migliore amico, Wyatt Banks, facendolo sedere sul sedile del passeggero accanto a lui, il che è divertente già così. Vedete, Wyatt è appena entrato nel dipartimento di polizia su a Nags Head, ma stasera era fuori servizio e stava chiudendo un occhio sul fatto che non abbiamo l’età per bere alcolici.
Non che Hunter e Wyatt avrebbero permesso a me e Casey di perdere il controllo. In effetti hanno monitorato attentamente la nostra assunzione di birra, insistito perché bevessimo una bottiglietta d’acqua ogni volta che ci hanno accompagnato a un’altra festa, e hanno vegliato su di noi come protettive mamme orsa.
Non che mi dispiacesse minimamente il loro vegliare. Avrei apprezzato qualunque possibilità di stare vicina a Hunter. Lui è più che una semplice celebrità da queste parti. È praticamente un dio, e un tale status divino porta con sé una certa quantità di adorazione e svenevolezza da parte del genere femminile. Non riesco a dirvi quanto sia stato soddisfacente guardare Hunter declinare avance dopo avance da bionde conigliette surfiste perché stava prendendo sul serio il suo ruolo di chaperon.
Ora… torniamo al bacio.
È iniziato in modo abbastanza innocente, anche se potrei averlo provocato un po’. Avevo bevuto cinque birre nell’arco di due ore, e non intendo mentire… ero un po’ brilla. Stavamo giusto lasciando la festa di Troy Bean, che era davvero piuttosto bella. I suoi genitori sono super-fighi e non badavano a tutto il bere senza averne l’età che si stava svolgendo. Avevano costruito un enorme pozzo del fuoco giù in spiaggia, appena sotto il ponte della loro casa sull’oceano, e avevano chiamato una band per suonare. Si stava facendo tardi e, anche se avevamo degli chaperon responsabili, i miei genitori avevano insistito che tornassi a casa entro mezzanotte, sapendo benissimo che probabilmente Hunter e Wyatt avrebbero portato a casa due ragazze molto ubriache.
I miei genitori erano tranquilli da quel punto di vista, perché sono stata, in ogni senso della parola, la figlia perfetta. Mi sono diplomata come migliore della classe, non ho mai fatto niente di stupido, e ho ottenuto una borsa completa per l’Università del North Carolina. I miei genitori si fidavano di me, o almeno di Hunter, perché restassi vigile e al sicuro anche se stavo festeggiando un po’ il diploma.
Quando ci restava meno di un’ora e mezza per fare il viaggio di circa quindici chilometri fino a casa, Hunter mi ha afferrato il gomito, chinandosi accanto al mio orecchio per sussurrarmi: «Dobbiamo avviarci, Gabs».
Non sono riuscita a trattenere il brivido che mi ha attraversata per la vicinanza delle sue labbra alla mia pelle, o per il modo in cui mi ha chiamata Gabs. È l’unica persona al mondo a chiamarmi così, e per questo è speciale.
Voltandosi, ha esclamato una piccola imprecazione. «Dove cazzo è andata Casey?»
Facendo spallucce, ho esaminato la zona, piena di adolescenti alticci che se la spassavano, ma non sono riuscita a individuare Casey. Molto probabilmente era in un angolo buio a pomiciare con un bel ragazzo. Casey è sfrenata alla massima potenza moltiplicata per dieci, e domina la sua sensualità. Non si scusa per la scia di cuori spezzati che si lascia dietro, e ha sempre almeno tre preservativi in borsa in ogni momento. Per Casey è stata dura l’anno scorso, quando suo fratello, e gemello di Hunter, Brody, è stato mandato in carcere. Sta più o meno recitando la parte fin da allora, e io passo gran parte del mio tempo a lasciare che pianga sulla mia spalla e imprechi contro il cielo per aver permesso che suo fratello fosse portato via.
«La cerco io qua fuori», ha detto Wyatt con un ghigno. «Tu guarda dentro mentre esci, e ci vediamo all’auto».
Hunter ha annuito, a denti stretti. «Prego Dio che la trovi tu, amico. Se la becco con qualcuno, non so cosa potrei fare».
Sono rabbrividita di nuovo, stavolta per il tono minaccioso di Hunter, perché era davvero sexy il modo in cui era tanto protettivo. Afferrandomi la mano, mi ha detto: «Andiamo, Gabs».
E sì, sono rabbrividita ancora per il modo in cui ha detto il mio nome e la sensazione della mia mano nella sua.
Hunter mi ha condotta attraverso la casa, zigzagando tra gli invitati all’interno. Ha fatto cenni del capo a diverse persone, battuto i pugni con qualche ragazzo, e rimosso gentilmente le mani di una sgualdrina che ha cercato di afferrarlo al collo per tirarlo giù e baciarlo. Ho mormorato la parola “zoccola” mentre le passavamo oltre, e ho sentito Hunter ridacchiare.
Non abbiamo mai trovato Casey all’interno, perciò abbiamo presunto che fosse da qualche parte fuori in spiaggia, e che Wyatt l’avrebbe trovata. Hunter mi ha fatto scendere le scale anteriori e abbiamo camminato lungo lo stretto sentiero che costeggia il mare fin dove aveva parcheggiato l’auto dei suoi genitori, un centinaio di metri più avanti.
Mentre avanzavamo nel buio sulla strada irregolare, ha borbottato: «Giuro… meglio che Casey non stia…»
Non ha concluso la frase, non volendo dar voce a ciò che sperava che Casey non stesse facendo. La delusione nella sua voce era evidente.
«Lasciala stare, Hunter», ho detto, inciampando appena su una crepa dell’asfalto. Per fortuna mi teneva ancora la mano e mi ha stabilizzata subito. «Se la sta vedendo brutta per via di Brody».
Sono riuscita a sentire la tensione nel suo corpo quando ho menzionato il nome del suo gemello, e ha praticamente ringhiato: «Non è una giustificazione».
Mi ha trascinata più velocemente e ho raddoppiato il passo per stargli dietro. «Dico solo… che le farebbe bene un po’ di comprensione da parte tua».
Hunter si è fermato immediatamente e si è girato di scatto verso di me, e ovviamente sono andata a schiantarmi contro il suo petto. Mi ha lasciato la mano e mi ha subito afferrato la vita per tenermi in piedi. Le birre che mi ondeggiavano nel ventre e mi offuscavano la testa mi hanno fatta oscillare, per fortuna più vicino al suo corpo. Le mie mani si sono alzate loro sponte e si sono appoggiate ai muscoli saldi del suo ventre, e dentro di me ho sospirato perché stavo toccando Hunter Markham.
La luna era luminosa, e riuscivo a vederla riflessa nei suoi occhi blu mentre mi guardava infuriato dall’alto. «Non voglio che faccia qualcosa di stupido. Sto viaggiando così tanto che non posso tenerla d’occhio».
Sì, era molto arrabbiato, ma ho visto anche dell’altro. Aveva paura per la sua sorellina. Paura che si perdesse e lui non riuscisse a raggiungerla, e il mio cuore si è spezzato per lui proprio in quell’istante.
Sono certa che sia stato l’alcool a rendermi tanto audace da farlo, ma mi sono premuta di più a lui e ho sussurrato: «La terrò d’occhio io. Non ti devi preoccupare».
Lui mi ha fissata per un minuto, poi i suoi lineamenti si sono rilassati un po’. Ha perfino sollevato una mano e mi ha spostato una ciocca di capelli dietro l’orecchio, in un gesto così tenero… così amorevole che proprio allora il mio cuore ha deciso che non sarebbe mai appartenuto ad altri che a Hunter Markham.
Non avrei potuto fermarmi più di quanto avrei potuto fermare un branco di gazzelle in corsa disperata nel Serengeti per sfuggire a un leone affamato che le insegue. Le mie mani sono risalite lungo il suo petto e si sono strette attorno al suo collo. L’ho sentito sussultare per la sorpresa, e i suoi occhi si sono spalancati per l’incertezza. Però non mi ha fermata. Mi sono alzata in punta di piedi e ho sollevato le labbra, sfiorando tanto delicatamente le sue.
Quando mi sono ritratta, ho visto una gamma di emozioni filtrare attraverso le sue iridi. Shock, sgomento, e forse un pochino di disgusto. Mi si è fermato il cuore e ho iniziato a liberarmi dalla sua presa. Ma, con altrettanta velocità, ho visto qualcosa riempire il suo sguardo, e colpirmi con forza.
Desiderio.
Non c’è stato alcun preavviso… niente avrebbe potuto prepararmi per quello che è successo dopo.
Le braccia di Hunter si sono strette attorno a me, e ha riportato la bocca sulla mia con un gemito che era seducente in modo carnale, e mi ha fatto stringere lo stomaco per il desiderio.
Le sue labbra hanno premuto con forza e si sono schiuse, facendo sì che la mia bocca le imitasse. La sua lingua mi ha immediatamente riempita, e sapeva di menta e lucidalabbra alla ciliegia. Ho pensato che il cuore mi sarebbe balzato fuori dal petto per quanto forte stava martellando.
Quindi sì… eccomi qui su una strada buia con Hunter Markham che mi bacia con tutta la forza, e non vorrei mai dimenticare neppure un singolo dettaglio di questo momento magico. È la cosa migliore che mi sia mai successa nella vita, e potrebbe essere superata solo dal fatto che continui a baciarmi e dalla sua fervente dichiarazione di provare per me ciò che io provo per lui.
Sono inesperta… vergine, ma non posso far nulla per il modo in cui il mio corpo vuole sapere tutte le cose che non ho mai pensato avrei preso in considerazione proprio questa notte. Immagini di Hunter nudo, del suo corpo che si muove sopra il mio… dentro di me… invadono la mia mente, e prima ancora di capire cosa sto facendo spingo i fianchi verso di lui.
Hunter è più alto di me di quindici centimetri buoni, quindi quando il mio corpo è premuto al suo sono stordita, esilarata e perfino un po’ innervosita per la sua forte erezione, che riesco a sentire premermi contro il ventre.
Vengo invasa dalla meraviglia per il fatto che sia eccitato, ed eccitato da me. Mi rende più audace e sfacciata, perciò mi struscio contro di lui, sperando di indurlo ad andare anche oltre.
Ma ottengo una reazione del tutto diversa.
Hunter salta indietro da me come se si fosse bruciato e impreca: «Cazzo, Gabs!»
Sento subito freddo quando le sue mani ricadono. Guardo il modo in cui mi fissa, con uno sguardo folle negli occhi, il petto che si alza e si abbassa. Ha le mani strette ai fianchi, e sembra volermi uccidere.
«Che cazzo era quello?»
«Io… Io… pensavo fosse un bacio», mormoro patetica, il cuore che ora mi scende nello stomaco. Sono confusa. Come è possibile che mi stesse baciando con tale passione, tale fuoco, solo pochi istanti fa, e ora mi stia guardando con orrore?
«È sbagliato», dice severo, e si pulisce letteralmente la bocca col dorso della mano. Mi fa sentire sporca e scadente, e il dolore mi strazia.
«Sbagliato?» chiedo, confusa.
«Sì», risponde lui, come se avessi appena fatto la più stupida delle domande. «Sei come una sorella per me. Non possiamo farlo. Tu non avresti dovuto farlo».
Va bene… ora sto iniziando a incazzarmi. Lo sta facendo sembrare come se fosse stata tutta colpa mia, e anche se, sì, potrei aver istigato il bacio, di certo lui ha partecipato al cento per cento.
Guardandolo con gli occhi socchiusi, dico: «Non avrei dovuto fare cosa? Tu hai ricambiato il bacio».
La sua bocca si spalanca e inizia a obiettare, poi la chiude di scatto perché sa che ho ragione. Non riesco a fermare la condiscendente espressione di trionfo che mi affiora sul viso, ma mi rendo subito conto che è un errore gongolare, perché lui irrigidisce la schiena.
Facendo un profondo respiro, dice in tono molto più calmo: «Mi dispiace. Neanche io avrei dovuto farlo. È stato un errore».
Cosa? Errore? No davvero.
«Non è un errore», gli garantisco, e mi avvicino di un passo. Lui ne fa uno indietro, cosa che mi fa incazzare ancora di più.
Inizio ad aprire la bocca per aggredirlo, quando Wyatt grida dall’oscurità: «L’ho trovata, Hunter».
Voltandomi, vedo Wyatt entrare nella zona illuminata da un lampione, tirandosi dietro Casey. Lei non sembra molto contenta, e neppure Wyatt.
Percepisco Hunter fare un passo avanti alle mie spalle e chinarsi per sussurrare: «È stato un errore, Gabs. Me ne dimenticherò. E dovresti farlo anche tu».
Poi mi sta passando accanto, diretto verso Casey. «Dove diavolo era?» chiede a Wyatt.
Lasciando la mano di Casey, Wyatt allunga la sua e dà una pacca sulla spalla a Hunter, facendolo girare di nuovo verso l’auto. «È tutto a posto, amico. Era solo in bagno».
Il sorriso subdolo che vedo arricciare all’insù le labbra di Casey mi dice che decisamente non era in bagno e che Wyatt la sta coprendo. Lei mi prende la mano e mi trascina verso l’auto, apre la portiera posteriore e mi spinge dentro. Sale dopo di me, facendoci avvolgere dall’oscurità. Riesco vagamente a sentire Wyatt e Hunter che parlano fuori e, anche se non capisco i dettagli, il tono tranquillizzante della voce di Wyatt mi dice che sta assicurando a Hunter che Casey sta bene e che nel mondo è tutto a posto.
Casey mi afferra la mano e me la stringe. «Porca puttana, Gabby. Quel cazzo di Tim Miller aveva la mano nei miei pantaloni quando Wyatt ci ha beccati. Ho creduto che sarei morta».
Di solito avrei alzato gli occhi al cielo davanti all’avventuretta di Casey e le avrei rivolto un’occhiataccia di rimprovero, ma non riesco neppure a farmela interessare a sufficienza in questo preciso istante. Sto ancora vacillando per il bacio bollente e il freddo rimprovero che ho appena subito negli ultimi cinque minuti.
Ovviamente, la mia incapacità di agire come farei di solito mette in allarme il radar migliore amica di Casey. «Che succede?»
«Niente», mi affretto a rispondere, e a voce un po’ troppo alta, anche se la mia mente sta elaborando frenetica le implicazioni di quello che è appena successo tra me e Hunter. Mi schiaccia il fatto che i sentimenti che provo per lui decisamente non sono ricambiati, e ora… probabilmente pensa anche che io sia una gran puttana.
«Cazzate, Gabriella Ward. Sputa il rospo», mi intima lei.
Le stringo la mano in modo rassicurante e calmo la mia voce. «Sto bene. Solo un po’ di mal di stomaco, nient’altro».
Non serve altro… la possibilità che io vomiti, e l’attenzione di Casey è stata dirottata. Allunga la mano oltre me e abbassa il finestrino. «Ecco… puoi vomitare se devi. Ti terrò i capelli».
È in quel momento che Hunter apre la portiera dal lato guida e la luce dell’abitacolo si accende. I miei occhi scattano verso i suoi mentre entra, e ha ancora quell’espressione di sdegno sul volto. Non so bene se sia per me o per Casey, probabilmente per entrambe.
Wyatt entra dall’altra parte ma, prima che chiudano le portiere e la luce si spenga, Hunter dice: «Lasciamo queste ragazze e andiamo da Salty’s. Dovrei vedere Mindy laggiù».
Hunter mi guarda nello specchietto retrovisore, forse per valutare la mia reazione al fatto che ha appena reso ostentatamente chiaro che sono stata dimenticata. Sta uscendo con la più grande troia degli Outer Banks, e l’ha detto per assicurarsi che non mi faccia illusioni in merito a quello che prova.
È strano… ma solo pochi istanti fa il mio cuore era pieno di caldi sentimenti per Hunter. Amore, interesse, amicizia, desiderio.
Ora?
È come ghiaccio, che spinge fuori tutti i miei sentimenti smielati e li sostituisce con amarezza e disprezzo. Sono talmente in collera con lui, e con me stessa per aver mai pensato che avrebbe potuto esserci qualcosa. Per tutti questi anni in cui mi sono immaginata innamorata di lui, mi rendo conto in un improvviso istante di lucidità di essere la più grande idiota del mondo, e che Hunter Markham è il più grande stronzo.
A partire da questo istante… lui non significa niente per me.