IX Dal momento in cui Alwyn le aveva rivelato di amarla, Ahélya faticava a dissimulare la sua felicità. Avrebbe voluto nasconderla, ma si leggeva nei suoi occhi, s’indovinava nell’intonazione della sua voce e nei suoi gesti. Alwyn era sempre con lei, e Ahélya non soffriva più come prima, non provava più tristezza e malinconia, non piangeva più per ogni minimo contrattempo. La giovanissima cugina del padrone di Loreyl-Castle era irriconoscibile anche per chi la conosceva bene. Viveva in un sogno, come stordita dalla felicità inaspettata che la esaltava. Era felice. La mattina, invece di rimanere in camera fino a tardi come Aurora, o mademoiselle de Coëtbray, o anche lady Clenmare, che usava inutili artifici per prolungare una bellezza ormai sfiorita per sempre, Ahélya scendeva nel parco


