CAPITOLO DIECI Oleg Rimasi senza sensi per il resto del pomeriggio, entrando e uscendo da sogni febbrili. Del tipo peggiore, di quelli che riprendevano proprio da dove la vita reale si era interrotta, quindi non sapevo bene se stessero accadendo davvero o meno. Sapevo che Natasha era tornata a controllarmi la ferita e a cambiare il cataplasma. Dima le stava dietro come la sua guardia del corpo. O forse anche quello era un sogno. In uno dei sogni Story usciva dal Cremlino mentre io dormivo, e lo stronzo con la barba di Rue le sparava a sangue freddo. In un altro Skal'pel' la operava, rimuovendo la lingua anche a lei in modo che non potesse mai più cantare. Poi era nella mia stanza con una pistola puntata su di lei. Mi svegliai di colpo, con un grido rauco. Affondai con la mano nel comod


