CAPITOLO TRENTAQUATTRO Romolo camminava impetuoso lungo il corridoio di marmo dell’edificio del Congresso, diretto verso le imponenti porte della grande Sala del Concilio. I suoi passi riecheggiavano mentre avanzava da solo, passando oltre file di ordinati soldati dell’Impero che stavano in silenzio e sull’attenti. Questa volta il grande Concilio l’aveva convocato, lo sapeva, per deporlo, per privarlo di ogni titolo e rango, per mettere in discussione le sue azioni e per processarlo per tradimento. Aveva spie ovunque e sapeva già cosa avrebbe detto ognuno di loro. Questa era la loro occasione per imprigionarlo una volta per tutte e confermare il potere di Andronico. Ma Romolo aveva altri piani. Ora che aveva tra le mani il mantello di velluto, avrebbe presto lasciato l’Impero, avrebbe at


