CAPITOLO TRENTOTTO Meara chiuse gli occhi e si concentrò, seguendo le indicazioni del Dottor Ralston. L’aveva ipnotizzata già diverse volte. Non ricordava mai esattamente ciò che l’uomo le diceva durante la sessione d’ipnosi, ma, dopo ogni volta, sembrava ricordare qualcosa della sua prigionia che non aveva rammentato prima. Trovava queste sessioni un po’ inquietanti, ma non voleva dirlo al medico. Infatti, stava tentando di aiutarla. Ed era un uomo simpatico. “Ora rilassati” la voce del dottore ripeté di nuovo. “Rilassa le dita dei piedi, i piedi, le gambe.” Mentre la guidava, Meara cominciò a sentirsi come se fluttuasse nell’aria, piuttosto che giacere in un letto d’ospedale. Mentre tutti i suoi muscoli si rilassavano, riusciva a non sentire più la gamba ingessata. Era bello poter ig


