XII - La veglia del pastore

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La veglia del pastore Camminando, per così dire, nell’ombra d’un sogno, e forse davvero sotto l’influsso d’un vago sonnambulismo, il signor Dimmesdale pervenne al luogo ove, ormai tanto tempo innanzi, Hester Prynne aveva vissuto le sue prime ore di pubblico vituperio. La stessa piattaforma o impalcatura, annerita e macchiata dalle tempeste o dal sole di sette lunghi anni, oltreché consunta dai passi dei molti rei che vi erano ascesi, si drizzava tuttora sotto il balcone della chiesa. Il sacerdote ne salì gli scalini. Era una scura notte del principio di maggio. Una coltre uniforme di nubi ammantava l’intera distesa del firmamento dallo zenit all’orizzonte. Se la stessa moltitudine che aveva assistito in veste di testimone al castigo di Hester Prynne fosse stata convocata stavolta, non av

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