V. Confusione Quella settimana Serena non andò al corso di Christian. Aveva improvvisamente capito che si stava innamorando di lui, in maniera totale e irreversibile. Provava a parlare, a ridere con i suoi colleghi, ma tutto ciò che faceva suonava falso persino a lei stessa. Aveva sempre in mente le mani, i gesti, le parole, le labbra di Christian… i ricordi erano farfalle impazzite, prigioniere in un pugno, senza il permesso di volare. Si sentiva come se avesse preso una malattia inguaribile. Una cotta, ecco, era così che si chiamava. Di quelle veramente forti, che capitano poche volte nella vita. Amore? Passione? Follia? Tutto insieme. Se era questo l’amore: infinito tormento, giochi pericolosi e fortissima agitazione, Serena ne avrebbe volentieri fatto a meno. Sognava solo tran

