Mi divertirei un casino se riuscissi a sorvolare sulla sua tensione, che comunque mi irrita. In ogni caso nemmeno io lascio trasparire niente. E così, come due scemi immusoniti, ognuno perso nei propri fastidi, condividiamo in silenzio questo angusto spazio mentre compio un piccolo giro turistico sul lungomare, imbocco il lungofiume ma ne percorro solo un pezzo perché mi dimentico sempre che la strada è sbarrata da lavori in corso che durano da quindici anni, faccio inversione e mi dirigo verso il centro. Mi accorgo che anche lui si guarda intorno per vedere se ci guardano, ma a quest’ora del mattino, di un freddo giorno di novembre che minaccia acqua, c’è poca gente sui marciapiedi e chi cammina sono soprattutto donne della zona che vanno a fare la spesa negli ultimi negozietti sopravviss

