A metà pomeriggio mi suona il cellulare ed è Michele. Ha una voce da oltretomba. “Sai già tutto?”. “Sì, so tutto, o almeno credo. Elisio come sta?”, lo so che è una domanda cretina, ma non mi viene niente di meglio. “Abbastanza bene, considerando quel che ha passato. È afono, ha difficoltà a deglutire, ma non è in pericolo di vita e non ci sono danni cerebrali. Piange”. Merda. “È solo?”. “No, ci fa la notte una sua vicina di casa, una donna anziana che gli è molto affezionata. Non si potrebbe, ma dato lo stato emotivo, la direzione ha chiuso un occhio, anzi tutti e due.” “Quando ti ha visto ti ha detto qualcosa?”. “No, o meglio sì, la stessa che ha detto a tuo marito”, vorrei dire ‘non è mio marito’, ma non importa, “che non è stato lui, che lui non avrebbe mai fatto del male a que

