Alzai gli occhi in modo da guardarlo negli occhi. «Adrian... dove sei nato? Avevi dei fratelli? Chi erano le madri dei tuoi figli?» Lui rise. E, be’, suppongo che fossero un bel po’ di domande, per un tipo riservato come lui. Mi fece scivolare via il vestito e mi tirò sul letto. Mi arrampicai sopra di lui, finendo di spogliarlo. Gli tolsi le scarpe, i calzini, i pantaloni, le mutande. Gli baciai il petto e lo stomaco, apprezzandone ogni particolare. Molti vampiri erano belli, non sapevo perché, ma lui, per me, lo era in modo speciale. Amavo i suoi capelli, il suo naso, le sue labbra, l’ossatura magnifica della mascella e quei suoi occhi verdastri e splendenti. Amavo il modo in cui rideva e anche quando ti gettava una delle sue occhiate torbide, come se stesse immaginando di farti qual

