Dentro lo spogliatoio...
Era solo una piccola stanza rettangolare senza finestre, con soltanto un piccolo divano. Il mio cuore batté forte come se stesse venendo scosso violentemente quando vidi lo sguardo non amichevole di Tanner.
"Togli i vestiti."
"P-perché devo toglierli?" Quando lo vidi avvicinarsi, le mie gambe si mossero istintivamente all'indietro.
"Di cosa hai così paura?"
"F-fermati lì, per favore," Dissi con voce tremante. Lo sguardo tagliente fece arrossire il mio viso.
"Pensi che farò qualcosa a te in questa stanza?"
"T-Tanner, ti sto chiedendo di fermarti." Più cercavo di fermarlo, più sembrava provocarlo.
Tanner si avvicinò a me e si chinò per sussurrare freddamente, "In una stanza così angusta, non sarebbe conveniente."
Strinsi i pugni con forza, umidi di sudore, spaventata e nervosa per le azioni sconosciute da parte di un uomo che una volta conoscevo bene, come Tanner.
"Prova i vestiti. Ti aiuterò a scegliere."
"V-vai fuori, per favore."
"Perché perdere tempo a entrare e uscire per cambiarti? Cambiati ora e via. Se trovo un outfit che mi piace, te lo farò sapere."
"Ma anche tu devi provare i vestiti."
"Ah! O dovremmo toglierci i vestiti e provare gli outfit insieme?"
Premetti forte le labbra, in grado di indovinare cosa intendesse la persona di fronte a me perché non ero così ingenua da non capire cosa intendesse.
"Quello che stai facendo ci sta trascinando più a fondo in questa situazione, sai." Nonostante trepidassi per la paura, decisi di parlare. Anche se ero io a sentirlo, ora era Tanner che ci stava facendo immergere più a fondo.
"Visto che non possiamo cambiare nulla, perché non andare all'inferno insieme?"
"...C-cosa intendi?"
"Mi rendi infelice, quindi devi prendertene la responsabilità."
"......"
"Ho ragione, Piccola Jade?"
Tutto il mio corpo tremò di fronte a come Tanner mi si rivolse. Anche se era solito riferirsi a se stesso e chiamare il mio nome in quel modo, ora suonava sconosciuto. Parole che prima mi facevano stare bene adesso mi facevano paura.
Fissai il viso tagliente della persona alta, mordendomi forte il labbro. I miei occhi cercavano un modo per scappare da questo disagio.
Ma mentre correvo fuori, feci appena tre passi prima che un braccio forte mi fermasse.
"Dove stai andando?"
"Io... Non voglio più provare i vestiti. Facciamolo un altro giorno."
"Ho aspettato così a lungo. Perché perdere tempo a provare un altro giorno?"
"Voglio tornare a casa. È tardi."
"Non ci vorrà molto. Una volta che avremo finito di provare i vestiti... potrai tornare a casa."
"È questo che vuoi?" Chiesi coraggiosamente, con il cuore che batteva forte.
Tanner non rispose. Si voltò, si avvicinò al divano e si sedette, concentrando lo sguardo su di me mentre stavo tremando.
"Va bene, sono disposta a tutto per te."
"Sei abbastanza coraggiosa?"
"Se sei all'inferno, sono pronta a scendere con te."
"Eh!Vediamo cosa sa fare qualcuna che parla tanto."
Mi voltai per guardare i vestiti appesi allo scaffale, poi mi avvicinai per sceglierne uno che mi piaceva. Questi vestiti erano stati scelti in base alle mie misure, quindi mi stavano perfettamente.
Dopo aver scelto un vestito preferito, alzai lentamente le mani per togliermi i vestiti, con gli occhi acuti di Tanner che osservavano ogni mia mossa.
"Fermati!" Proprio mentre la maglietta stava per sollevarsi, la voce profonda della persona seduta lì urlò all'improvviso.
"Perché? Non è questo che volevi che facessi?"
"Se non somigliassi a Jared, non ti avrei fermato."
Fa male. È un paragone che mi ha lasciato con il cuore spezzato e senza parole.