Charolet Non mi sarei mai abituata a vedere Tavia con l’uniforme dell’Esercito Reale. Su di me faceva l’effetto di una seconda pelle, e me la strappai di dosso appena ne ebbi la possibilità. Anche gli abiti assurdamente decorati, che Zelene indossava per abbinarli alla sua corona, non mi si addicevano. Ero un’omega fino alle ossa. Datemi tela e lino. Non sentendomi la benvenuta nel castello, avevo scelto di ascoltare l’annuncio del Re per strada, con la mia gente. Una parte di me pativa la mancanza di come eravamo prima. Noi cinque a vivere insieme in quell’orribile baracca. Mi mancavano le mie amiche e l’unità che condividevamo nel combattere la stessa battaglia. Cosa eravamo adesso? Chi eravamo? Io ero un’omega e loro erano qualcos’altro. Non sarei mai appartenuta a quel posto. Ecc

