D’un tratto, il tatuaggio gli diede una fitta assai dolorosa. La pietra bianca, sul tavolo, divenne di un blu intenso. L’angelo era là. Forse già sapeva o aveva ascoltato cosa lui e Tom si apprestavano a fare. Doveva farlo entrare, malgrado sapesse che ci sarebbe stato un prezzo da pagare. Per questo, dopo aver spento la moka e averne bevuto l’intero contenuto amaro per darsi coraggio, aprì la porta. “Chiunque tu sia, vedi di darti una mossa. E ricordati che sono un comune umano.” Non proprio umano, rispose l’angelo con una punta di malizia. E decisamente non comune… Michael, però, non poté udirlo, né vederlo. Non appena l’angelo entrò in casa sua, lui svenne sul pavimento. Giunto al proprio appartamento, Tom non si stupì di trovarvi già i suoi ospiti. Aureliano era a proprio agio, se

