Giunti all’ultimo livello, fu felice di avere una scorta di vampiri ben addestrati come compagni di viaggio. Il guardiano, un essere macilento e scorbutico, esaminò con cura ciascuno di loro, assicurandosi che avessero il biglietto in vista sul torace, dato che funzionava da contatore di radiazioni. A lei, però, rivolse un’occhiata ingorda. L’annusò come fosse un piatto prelibato e, nel vederlo leccarsi le labbra, Alice rabbrividì di ribrezzo. Era sicura che, se fosse stata da sola, quell’essere le sarebbe saltata addosso e l’avrebbe spolpata per bene come fosse stata una gustosa costoletta d’agnello. Per fortuna, lo salutarono subito dopo che ebbe aperto una porta alla fine del labirinto di corridoi che sorvegliava. Si ritrovarono, così, a varcare delle mura difensive molto alte e spesse,

