Capitolo 8: Drew

500 Parole
"Emma" Io non posso crederci. Dopo cinque lunghissimi anni la rivedo qui. Emma è proprio qui davanti a me. Il mio cuore, che pensavo ormai non esistesse più, comincia battere in maniera frenetica. Potrebbe uscirmi dal petto da un momento all'altro. La guardo dritto negli occhi. Dio com'è bella! È diversa. Sono passati diversi anni, ma la sua bellezza sembra fiorita. Allora era lei la famosa testimone della sposa che non ha fatto in tempo ad essere presente alla cena prematrimoniale. È assurdo. Il destino sembra voler giocare. Con la mia vita oltretutto. Per cinque anni, il vuoto assoluto. Non ho saputo niente di lei. Per quello che potevo sapere, poteva essere morta, oppure essere dall'altra parte del mondo. E adesso. La protagonista dei miei sogni ed incubi è qui. La vedo posizionarsi nel suo posto, esattamente di fronte al mio. Mi guarda, ed io guardo lei. Non riesco a distogliere lo sguardo. O forse neanche voglio. È davvero stupenda nel suo vestito. Ma Emma lo è anche con l'abito più semplice. Non è mai banale. Sono ipnotizzato. Non vorrei. Non vorrei darle questa soddisfazione. Ma cinque anni sono tanti quando nonostante tutto una persona continua ad occupare i tuoi pensieri. Distoglie lo sguardo. Non riesco a capire se per imbarazzo o per vergogna. Sarebbe più opportuno la seconda, visto il modo in cui se n'è andata via. Una misera lettera, e due parole abbozzate così. Evidentemente non ero importante abbastanza da avere un confronto faccia a faccia Di sicuro non sapeva che io ero qui. O almeno penso. Ormai nemmeno io so più che pensare. La cerimonia comincia... Gli sposi si scambiano le promesse. Automaticamente i miei occhi si posano su quella che un tempo è stata mia moglie. La mia bellissima moglie. Ha gli occhi lucidi. Sì è commossa. Adesso anche lei mi sta guardando. Sento uno strano calore all'altezza del petto che voglio subito reprimere. Anche noi ci siamo scambiati quelle promesse. A quei tempi era tutto per finta. Ma... Ma avrebbe potuto essere reale. Perché io le avrei chiesto di sposarmi davvero. Perché davvero io volevo dividere la mia vita insieme a lei. Ma lei ha preferito scappare. Codarda. Dopo poco la cerimonia finisce. Gli sposi si apprestano a lasciare la chiesa. E i testimoni reciprocamente devo andargli dietro. Mi avvicino a lei posizionando il mio braccio affinché lei possa infilarci il suo. E lo fa. Si mette a braccetto. È il nostro primo contatto da anni. Ed è una vera scarica di adrenalina. Tutto il mio corpo freme. Ma fingo. Preferisco fare finta che il mio corpo non abbia avuto alcuna reazione. Ci incamminiamo versione l'uscita in religioso silenzio. Ma non riesco. Devo parlarle. Devo sentire di nuovo la sua voce. "Da codarda sei andata via e da codarda ritorni. Non esiste limite al peggio. "dico Sgrana gli occhi. Ma non replica. Rimane in silenzio. Oh no cara. Ora mi ascolterai. La sento tremare al contatto con me. Ma non accenna a spiccicare parola. "Emma.."
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