Scappo da lui e da come mi ha fatta sentire. Mi viene da piangere e stavolta non le ricaccio indietro. Cammino svelta verso il luogo della casa che spesso,anni addietro,ha ospitato le mie lacrime. Mi siedo sulla panchina, posta all'interno del bellissimo gazebo bianco. Mi porto le ginocchia al petto. E sfogo tutta la mia frustrazione. Frustrazione che in tutti questi anni non mi ha permesso di essere felice. Frustrazione, perché so, che se anche ho sbagliato tanto io l'ho fatto per il bene proprio dell'uomo che mi ha appena umiliata. INIZIO FLASHBACK Cinque anni prima..... Il campanello suona. Non aspettavo nessuno. Mi avvio alla porta per aprire. "Oh ciao...." "Buongiorno Emma...." "Cerchi Drew? Non c'è, è venuto in ufficio. " Uno strano sorriso nasce sulla bocca

