La sua bocca andò giù lungo la gamba della donna alla velocità della luce e lei sentì la puntura dei denti prima che il piacere le esplodesse nel corpo. L’amante riusciva, solo con quell’atto, a farle toccare il cielo con un dito. Liz sentì le guance bagnate da lacrime e sussurrò il nome del suo compagno. In quel momento nient’altro al mondo contava tranne lui. Sì, lei era sua. Il corpo le tremava incontrollabilmente mentre il calore aumentava. Keltor la portava al limite della sanità mentale muovendosi contro la sua bocca. Le urla della donna echeggiarono nella notte e, appena la prima ondata di godimento la invase, lui spinse il dito dentro il punto più intimo dell’amata, mentre lei si contraeva gemendo. Le leccò l’interno coscia dolcemente, chiudendo le ferite procuratele dalle zann

