«Beh, al telefono è difficile e poco corretto, però non mi sembra di ravvisare patologie degne di attenzione. Forse sei veramente sovraccarico e basta. Ci penserà lui. Fidati.» «Va bene, lo farò. Grazie.» «Mauri, un’ultima cosa, ma ti prego di dirmi la verità.» «Dimmi, certo che ti dico la verità. Scherziamo?» «Fai uso di droghe?» Rimasi basito alla domanda. Droghe? Perché pensava che assumessi droghe? «Ma scherzi o dici sul serio?» «Rispondi.» «Ma certo che no, ma che cazzo!» Lei rimase per qualche istante muta e poi mi salutò con un «ok. Meglio così. A presto.» Appoggiai l’auricolare sul sedile al mio fianco e rimasi in silenzio a meditare su quelle parole. Se le aveva pronunciate, un motivo c’era. Sì, ma quale? Le ero sembrato strano? E poi, perché lasciarmi così, senza darmi

