III

2686 Parole

III- Oh, ecco! - disse Praskovja Ivanovna indicando una poltrona vicino al tavolo, e vi si lasciò cadere pesantemente, aiutata da Mavrikij Nikolaevič - Non mi sarei seduta in casa vostra, mia cara, se non fosse per le mie gambe! - aggiunse con voce rotta. Varvara Petrovna sollevò un poco la testa, premendosi le dita della mano destra sulla tempia con un’aria molto sofferente, provando evidentemente un forte dolore ( tic douloureux). - Ma come, Praskovja Ivanovna, perché non dovresti sederti in casa mia? Per tutta la vita io ho goduto della sincera amicizia del tuo defunto marito, e noi due da bambine in collegio abbiamo giocato insieme alle bambole. Praskovja Ivanovna agitò le mani. - Lo sapevo io! Quando volete rinfacciarmi qualche cosa cominciate sempre a parlare del colleg

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