Fëdor Dostoevskij
(Mosca, 11 novembre 1821 - San Pietroburgo, 9 febbraio 1881)
Fëdor Michajlovič Dostoevskij, rimasto orfano della madre all’età
di 16 anni, viene iscritto dal padre alla scuola del genio militare
di Pietroburgo. Ma il giovane Fëdor, seguendo le sue attitudini
letterarie, una volta ottenuto il diploma, rinuncia alla carriera
militare per iniziare il lavoro di scrittore. Da più parti arrivano
critiche incoraggianti alla sua prima opera: “Povera gente” che
vede la luce nel 1846. Già fin da questo primo lavoro, lo scrittore
sviluppa uno dei temi principali della successiva produzione: la
sofferenza per l'uomo socialmente degradato e incompreso. Il suo
secondo romanzo: “Il sosia” tratta della storia di uno sdoppiamento
psichico che non ottiene però il consenso del primo romanzo.
Successivamente pubblica su riviste alcuni racconti e romanzi
brevi, tra i quali “Le notti bianche”.
Il 23 aprile 1849 viene arrestato per partecipazione a società
segreta con scopi sovversivi e imprigionato nella fortezza di
Pietro e Paolo. In realtà, Dostoevskij aveva partecipato ad alcune
riunioni non come attivista, ma come semplice uditore. Il 16
novembre dello stesso anno, insieme ad altri venti imputati viene
condannato alla pena capitale tramite fucilazione, ma
incredibilmente il 19 dicembre lo zar Nicola I commuta la condanna
a morte in lavori forzati a tempo indeterminato. La revoca della
pena capitale viene comunicata allo scrittore quando è già sul
patibolo. Questo avvenimento lo segnerà per tutta la vita. Al
trauma della mancata fucilazione vanno associate le sue ricorrenti
crisi di epilessia.
Verso l’inizio degli anni ‘60 dell’800 Dostoevskij inizia
un’attività giornalistica soggetta ad alterne fortune. Proprio in
quel periodo la sua vita privata è costellata da ripetute
disgrazie; nel 1864 muore la sua prima moglie e, poco dopo il
fratello Michail, che gli lascia ingenti debiti da pagare. Nel 1866
scrive il suo capolavoro: “Delitto e castigo”, e l’anno successivo
sposa la sua stenografa. Nel 1867 compie un lungo viaggio in
Europa, a Firenze, dove comincia a scrivere “L'idiota”
storia della sconfitta di un uomo «assolutamente buono». Tornato
in Russia, pubblica nel 1873 'I demoni'. Tra il 1879 e il 1870
scrive 'I fratelli Karamazov', il suo romanzo più imponente e forse
più ricco di drammaticità e moralità. Il romanzo ottiene subito un
enorme successo. Lo scrittore è ormai famoso quando muore
improvvisamente 9 febbraio 1881.
È considerato, insieme a Tolstoj, uno dei più grandi romanzieri
e pensatori russi di tutti i tempi. A lui è intitolato il cratere
Dostoevskij sulla superficie di Mercurio.