Mariacristina Gribaudi{45}Ho sempre immaginato la fabbrica non solo come uno stabilimento produttivo, ma anche luogo di incontro e di confronto dove i macchinari devono far spazio alle donne e agli uomini che lì vi lavorano. Un luogo dove parlare anche delle proprie vicende personali, dove sperimentare pratiche di conciliazione famiglia-lavoro, dove valorizzare le proprie capacità e mettere alla prova i propri talenti. È stato questo il primo pensiero che mi ha accompagnato quando nel 2002 arrivai in fabbrica da manager, guardata con sguardo sospetto da chi mi vedeva come un’intrusa, la “moglie del titolare”. Con il passare dei giorni le cose sono cambiate: si capì che il mio pensiero, pur diverso, poteva essere utile e positivo per l’azienda. Così, dopo aver preso nel 2012 la Certificazi

