Cinquantasette

1696 Parole

Resto seduta sul letto con le gambe incrociate mentre Damiano si prepara per andare alla festa, scocciata al pensiero di passare la serata da sola ma ancora troppo raffreddata per poter uscire. Come se non bastasse il moro sta indossando una camicia nera arrotolata sui polsi e sbottonata almeno fino alla metà del petto, ha i capelli portati all'indietro con il gel e la matita nera già sbavata sotto agli occhi. È una tortura. «Devi per forza farti così bello?» Gli chiedo, sbuffando e abbandonandomi sul materasso in preda alla frustrazione. Damiano ridacchia e scuote la testa prendendomi in giro, per poi venire finalmente vicino a me quando ha finito. «Amò lo sono e basta che ce posso fà» Dice allargando le braccia e sfoggiando la sua solita espressione da sbruffone. «Sì ma adesso ti

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