Trentasette

1173 Parole

«Nun me fà anda' via» Si lamenta Damiano sbuffando una volta che arriviamo davanti al portone di casa mia. Gli sorrido timidamente intenerita dal suo broncio, e gli passo una mano tra i capelli folti. «Non vorrei neanch'io» Gli dico sinceramente, sfoggiando la mia migliore espressione da cucciolo abbandonato. «E perché devo andare allora?» Chiede, poggiandomi le mani sulla parte bassa della schiena e inclinando leggermente il capo cercando di intenerirmi. Allaccio le mani dietro al suo collo e lo guardo per un po', sperando che non insista troppo perché ormai conosco la mia debolezza nei suoi confronti. «Perché domani c'è scuola, i miei genitori torneranno tra poco e se entri sono sicura che non esci per un bel po'» Elenco le mie ragioni, cercando di ignorare lo stomaco completame

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