Ladro di anime-1

2024 Parole

Ladro di anime Erano da poco passate le quattro quando si presentò alla reception della clinica San Giovanni. L’infermiera, un donnone biondo dall’aria simpatica, lo accolse con un sorriso. «Buongiorno. Era un po’ che non veniva» «Ho avuto da fare. Mio nonno è in camera?» «No, è in giardino» «Grazie» Uscì dalla porta a vetri, percorrendo il viale alberato. La clinica era un bel posto. Sembrava un Hotel di lusso. Oppure una casa di riposo per facoltosi rincoglioniti scaricati da figli indifferenti. Era una giornata soleggiata che preannunciava l’arrivo della primavera. Gli ospiti passeggiavano su prati con l’erba tagliata all’inglese. Alcuni infermieri tenevano d’occhio i più anziani, assicurandosi che non facessero niente di stupido. O pericoloso. O entrambe le cose. Suo nonno era

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