FILIPPO CORRIDONI TRIBUNO DEL PROLETARIATO Tipo che mi piaceva. Egli fu il materazzo degli agenti di questura. Una volta nelle loro mani gliene davano quante potevano. Si ha un bel nasconderlo sotto il silenzio o sotto le frasi di Salandra che lo ha chiamato il tribuno del proletariato. Egli è rimasto fino agli ultimi giorni del neutralismo un oratore atteso a botte. Una volta era riuscito a sottrarsi con la fuga in fondo alle latrine di piazza del Duomo. Lo hanno raggiunto e gliene hanno date fino a farlo diventare paonazzo. È entrato in S. Fedele come un brigante. Urtato, sbattuto, vituperato. Ansante, con la faccia tutta sottosopra. Con le mani agitate, nervoso fino alla esasperazione. Questa fama di cliente che doveva essere domato a pugni era uscita dalle sentine di Milano. Come agit

