IL COMMEMORATORE DE «LA COMUNE» Era stato preceduto da Arturo Labriola, oratore vertiginoso che andava con bracciate di episodi in mezzo alla Comune. Benito Mussolini era più sobrio. Faceva capire che per occuparsi della Comune bisognava amare il Terrore, correre dietro agli avvenimenti insurrezionali, divinizzare il patibolo, celebrare i Danton, agitare il 14 Luglio, le date più rosse della storia dei nostri avi. Benito Mussolini con un listone di nomi arrotolato sul dito, andava sulla piattaforma dell'ex Camera del Lavoro di via Crocifisso e agguantava per prima testa quella del refrattario Jules Vallès, presentandola come il campanello presidenziale che stormiva per l'ultima volta nell'ultima seduta della Comune. Je puis mourir, ha detto il grande Jacques Vingtras, nell'ora delle sue r

