L'ASSALTO ALL'«AVANTI!»

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L'ASSALTO ALL'«AVANTI!» G.M. Serrati aveva pisolato qualche ora nella propria abitazione, stracco morto del lavoro fatto. Poi, saputo del turbine fascista, si cacciò in una automobile pubblica con il Passigli, redattore capo, e si avviò alla casa dell'Avanti! invasa dai rivoluzionari à rebours. Mi trovavo nei dintorni dei tumulti. I fascisti che vegliavano al va e vieni di quei momenti trepidi fermarono l'automobile, imponendo ai passeggeri, con le rivoltelle in pugno, di retrocedere. Di lì non si passava. Non si doveva passare. L'ingiunzione era imperiosa. Se fossero stati riconosciuti sarebbero stati invasi dai proiettili della spedizione punitiva. Intanto le "camicie nere" erano divenute il terrore. Erano figure macabre. Se si poteva guardarle al lavoro di distruzione si rabbrividiva

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