Se era una stupidata...e se non volesse davvero...l'ultima volta non era andata bene...ho avuto tanti schiavi...
Decisi di buttare quel foglio e di trovare informazioni di sto Paul...e man mano che andavo avanti scoprivo cose molto interessanti...così mi decisi...l'ho avrei incontrato...
Dopo una serata di lavoro nel mio club, giunse finalmente l'ora di chiudere. Meredith passò a salutarmi prima di tornare a casa..."A domani Signora"..mi fece con un gesto della mano..."Ciao Meredith"... dissi io.
Mancava poco più di mezz'ora all'appuntamento tanto atteso...Mentre guardavo il tempo scorrere sull'orologio appeso sulla parete del mio ufficio pensai al da farsi. Decisi infine di raggiungere la mia stanza "dei giochi" e preparare i miei "giocattoli". Tirai fuori dal baule una scatola di legno, quella dell'elettroshock. La appoggiai vicino a quella che chiamo la Croce, un letto a forma di x sul quale è possibile legare una persona affinché non abbia la benché minima possibilità di muoversi, lasciando allo stesso tempo lo spazio per raggiungere tutti i suoi angoli più nascosti. Preparai il lubrificante e le asticelle da inserire nel suo cazzo. Agganciai i lacci alla croce per legarlo e, già che c'ero, lavai la gabbia di castità e preparai la stanza per una giusta atmosfera.
Suonano...
Apro la porta del club e trovo davanti ai miei occhi quelli di Paul, che mi fissa, incantato forse dal mio sguardo. Gli faccio cenno con un dito di seguirmi, e così fa. Fece subito un errore madornale: mi disse "Padrona sei bellissima" non finì l'ultima parola che gli mollai un calcio sui suoi coglioni. Cadde a terra.. "Cosa si dice, schiavo?" "Siete bellissima".. altro calcio sulle palle, stavolta però tenni il mio piede sul suo cazzo, duro sotto i vestiti, tastando la sua virilità. "Si dice grazie Padrona".. "Grazie Padrona" ripeté. "Ora spogliati e seguimi".. fece tutto senza dire nulla ma, non appena si decise a seguirmi.. ennesimo calcio sui coglioni. "Schiavo, se vuoi seguire la tua Padrona devi strisciare a terra come un lurido verme, hai capito?!?" Rispose "Subito Padrona" e così fece, mi seguì strisciando. Aprii la porta della stanza dei divertimenti e lo feci appendere al soffitto, tramite le catene che scendevano dal soffitto. Vedevo il desiderio nei suoi occhi, la sua eccitazione più totale, gli si leggeva in faccia che voleva avere un po' di goduria, ma doveva aspettare...
Tastai con le mie mani, bianche, perfettamente curate, smalto nero, i suoi pettorali da urlo.. diede un colpo di reni, voleva sicuramente che lo toccassi in quel posto. "No mio caro.. non ancora" dissi guardando nei suoi occhi lucenti con un sorrisetto malizioso..
Decisi di giocare un po' con il suo apparato..
"Vedi di farmi felice, schiavo mio.."
"Si Padrona" disse, con la voce tremolante.
"Hai paura??" gli chiesi... "Si Padrona"
"E di cosa.. sentiamo.. deliziami con le tue paure.."
"Di voi.. vi prego Padrona non siate troppo cattiva con me"
"Ehhhh.. vedremo. Vedremo mio caro sottomesso.."
Presi l'asta con i lacci per divaricargli le gambe e tenerle fisse, lasciando scoperto tutte le zone più sensibili.. era così eccitante, un corpo da favola, e quel cazzo a 45 mi attirava.. Cominciai a sfiorare le sue palle con le mie dita.. lui gemeva, si vede che voleva che gli toccassi il cazzo.. ma doveva aspettare..
Senza dire nulla presi tra indice medio e pollice il suo testicolo destro, ben al centro, e con il pollice esercitai lentamente pressione.
Iniziò a urlare e a dimenarsi come un pazzo.. le sue suppliche non servivano... "Che bisogno c'è di urlare come un infante, pezzo di merda.." dissi, e lui, con gli occhi sbarrati dal dolore mi guardò, implorando pietà "Vi prego Padrona, ... Padrona... AAAAAAAAHHHHH daiiii.. EEEAAAH NO NO VI PREGO, NOOOOOOO.. SMETTETELA.. HO CAPITO VOI SIETE LA PIÙ GRANDE PADRONA DELL'UNIVER... AAAAAAAAHHHHH..." non finì la frase che presi anche a tirare il suo testicolo, rosso e dolorante..
Dopo un paio di minuti buoni allentai la presa e lo lasciai stare "Grazie Padrona" gemette.
"Vedo che inizi a imparare.. comunque l'altra sera era solo un assaggio di ciò che posso fare.. scordati di esser trattato così delicatamente di nuovo.. capito??"
"Si Padrona ma vi prego non siate troppo crudele!"
Calcio nelle palle, già doloranti.
"Ti piace eh.." "Hhi hadhroha" mugugnò, col dildo che gli impediva di parlare..
Ora era lì, completamente eccitato, senza poter reagire o nemmeno toccarsi, o toccarmi. Potevo fare ciò che volevo.. di lui, del suo cazzo, e delle sue palle.
Presi la pelle del suo pene tra l'indice e il pollice, proprio all'estrema punta del membro, e la abbassai dolcemente, fino alla base, tenendola tesa a che se era già tesissima per l'erezione.. lo guardai.. negli occhi.. era come se volessero dirmi "fai qualcosa Padrona.." e invece no, io ero lì, ferma immobile, a vederlo ansimare sotto il mio potere.. con l'altra mano, presa un po' di saliva dalla sua bocca, feci scivolare l'indice sul frenulo, mandando Paul in un totale stato di pazzia.. chissà cosa stava provando..
Lasciai tutto così all'improvviso, impugnai l'asta con la mano destra e cominciai a segarlo, negandogli l'orgasmo almeno quattro o cinque volte.. lui intanto gemeva "hi hpreho phadhroaa, hi hpreho, mi haccia henire.."
"No, non ti farò mai venire... semmai tu farai venire me.."
Gli negai l'ennesimo orgasmo, lasciando tutto e colpendogli ripetutamente i testicoli...
Decisi di giocare ancora più duramente..
Presi il lubrificante, le aste di titanio lavate prima, i morsetti e la scatola dell'elettroshock..
Infilata per tre quarti, attaccai i morsetti alle sue palle, provocando un urlo potente dalla sua bocca.. fosse tutto qua..
"Noo mio schiavo, non hai idea di cosa ti aspetta.. inutile che implori, vedrai come rimpiangerai di aver scritto quella lettera.."
Detto ciò lui iniziò a strillare, nel mentre io attaccavo i due fili dell'elettroshock, uno ai morsetti sui suoi testicoli, l'altro... sull'asta infilata nel suo cazzo..
Prima di attivare la macchinetta gli tolsi il dildo che gli impediva di parlare.
Disse " Padrona vi supplico, non potete farmi questo, Padrona mia, vi pregoo!!".
Attivai in un attimo l'elettroshock, al minimo. Iniziò a muoversi, era veramente al minimo, poco più di un solletico, e quasi rideva..
"Vediamo cosa avrai ora da ridere.." e così detto alzai l'intensità della corrente, sotto però al livello che gli avrebbe consentito di godere in un breve tempo.. ora si dimenava, tentava di liberarsi in tutti i modi, mentre urlava all'infinito senza smettere..
Io mi sedetti su una sedia che misi vicino alla sua faccia, mi tolsi i tacchi e appoggiai i miei bellissimi piedi sulla sua bocca: "Leccameli, verme" lui all'inizio non lo fece, e la cosa mi fece così incazzare che alzai ancora la tensione.. dopo qualche strillo prese non solo a leccarmi i piedi, ma anche a baciarmeli. Intanto con le mani mi toccavo la figa, caldissima, bagnata, eccitata.. fino a che non mi alzai e godetti sulla sua faccia..
Rimasi li ad ammirare i frutti dei miei lavoretti.. il suo volto bagnato e il suo corpo in un perpetuo tentare di liberarsi dalle strette dei lacci.. "Ne hai ancora da patire.."
Urla.
Quando vidi che era allo stremo scollegai l'elettricità, e lui si stirò, e riprese fiato. Mi spogliai e mi sedetti sul suo volto ordinando "Vai schiavo, ora hai la possibilità di divertirti.. fai godere di nuovo la tua Padrona.. Lecca come se non ci fosse un domani" e lui subito cominciò a leccarmi la figa avidamente, mentre io, con i miei occhi puntati sui suoi, cominciai a fargli una sega coi miei piedi.. ogni tanto con le dita dei piedi gli stiravo giù la pelle, mandandola alla massima tensione, e lui che tentava di sprofondare nel lettino per avere riposo.. e invece no, anzi io tiravo ancora di più.. mi piaceva da morire quella situazione, lui che non resisteva più, il suo cazzo che tra poco andava in frantumi e i miei piedi che dominavano con maestria e potenza la sua carne..
Mi alzai di colpo e lui tirò una sorta di sospiro di sollievo.. guardavo il suo cazzo, duro, rosso, irritato dall'azione dei miei piedi.. decisi che non sarebbe ancora finita.
Lo liberai dai lacci e lo lasciai seduto per qualche secondo..
"Siediti e abbraccia questo cubo.." era il mio attrezzo preferito: un cubo di metallo, con il lato superiore aperto e un buco su un lato per permettere il passaggio del pene e dei testicoli. Ai lati opposti quattro manette, per immobilizzare il candidato..
Lo legai, presi la frusta.
Dopo minuti interminabili per lui, gli lasciai circa una ventina di segni rossi sulla schiena. Andai in ufficio a prendere le mie scarpe che uso per venire a lavoro, un paio di colore bianco della adidas.. sono dure e per infliggere dolore sono ottime.. me le misi su e appoggiai I piedi davanti alla sua bocca: "Leccale, puliscile con la tua lingua.. le voglio vedere più banche di come le ho comprate..!"
"Si Padrona... il vostro schiavo obbedisce"
"Bravo piccolo, impari sempre di più!"
Allontanai le scarpe dalla sua bocca, con un evidente tristezza nei suoi occhioni.. mi misi in piedi nel cubo, schiacciandogli i testicoli.
Il suo urlo durò minuti interi mentre io saltavo sia sul suo cazzo che sulle sue palle, premendo forte forte, come fossero noci a cui rompere il guscio, senza lasciargli un attimo di respiro. Dopo altri minuti interminabili lo slegai e lo scaraventai a terra. Era tardi, e la mia voglia di torturarlo ancora si stava esaurendo. Inoltre ero anche stanca.
Non era cattivo come schiavo, incassava i colpi senza lamentarsi troppo...
"Dato che mi sei sembrato uno schiavo decente, ho deciso di premiarti: ti farò godere. Ma dato che non ti sei fatto valere fino in fondo come schiavo, non ti do la possibilità di venire tra le mie mani, tra la mia bocca o nella mia figa.. perciò potrai venire o tra le mie gambe o sui miei piedi.. cosa scegli?"
"Tra i vostri bellissimi piedi padrona.."
"Bella scelta.."
Iniziai a giocare coi suoi testicoli, coi piedi ovviamente, spremendo qua e là ogni tanto, con dei gemiti come accompagnamento.. tirai con la massima potenza verso il basso, col cazzo in mezzo alle arcate, vedendolo sprofondare un'altra volta verso gli abissi.. tenendolo in quella posizione, con l'altro piede iniziai a massaggiargli l'asta, su, giù, su, giù, a volte appoggiando il dorso sul frenulo, tenendolo teso e stuzzicandolo con un po' di dolore immagino...
Era carico, stava per godere.
"Sai cosa succede se vieni quando vuoi?" Dissi. "No Padrona.. cosa succede?"
"Vieni quando te lo dico io, capito?"
"Si Padrona"
Continuai a stuzzicare, e massaggiare lentamente, poi, quando vidi che stava per cedere, gli dissi "Vieni Paul, con tutto te stesso" e così detto, dopo pochi secondi, venne la prima volta. Seguirono otto schizzi della sua calda crema biancastra che inondarono i miei piedi e le mie gambe.. il tutto condito con le sue urla di piacere..
Giaceva a terra senza fiato.