Il peso dell'inconoscibile Erano circa le quattordici, quando De Vincenzi, che aveva fatto una sommaria colazione in una piccola trattoria accanto a San Fedele, vide entrare nel suo ufficio Cruni. «Stanno qui di fuori, cavaliere...». De Vincenzi era stato sorpreso a leggere. Alzò la testa. «Ah! E chi c'è lì di fuori?». «Il libraio e due donne...». «Due? Perché due?». «Siamo andati a casa sua a prendere la media... quella che parla con gli spiriti... e la figlia ha voluto assolutamente accompagnarla...». Il commissario non aveva neppure sorriso allo strafalcione del brigadiere. «Che gente sono?». «Modesta, ma per bene. La figlia fa la maestra e la madre è vedova d'un impiegato alle ferrovie... Una casa con bei mobili in via Cosimo del Fante...». «Falli entrare». Per quanto il br

