Capitolo-4

2163 Parole

Dopo molte ore, il magistrato era rientrato in aula con la sentenza. "L'imputato si alzi!" aveva ordinato il commesso di sala. Come prescritto dalla legge, il giudice aveva letto con voce tagliente: "Imputato Roberto Ferrari, la giudichiamo... colpevole! e la condanniamo a trent'anni di lavori forzati nelle miniere di metano solido su Titano. La seduta è tolta." Il condannato s'era accasciato sulla sedia, la testa fra le mani, affranto. Il magistrato allora, invece di uscire l’aveva mirato a lungo; poi, con voce addolcita, gli aveva voluto dire, a titolo personale: "Ho una figlia che ama come lei la sapienza ed è ormai prossima alla sua terza laurea. Ho dunque ben compreso i suoi sentimenti, dottor Ferrari; ma per un attentato a uno di noi non sono previste attenuanti. La legge è legge

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