CAPITOLO 26 Morocco era ancora una bestia capace di coprire notevoli distanze al galoppo serrato, senza stancarsi più di tanto. A Lucia pareva di volare, in sella al suo destriero. Si fidava ciecamente di lui. Era l’unico essere vivente da cui poteva esser certa di non ricevere mai un tradimento. La strada Fiammenga si rivelò agevole fino al borgo della Serra di San Quirico. Da lì si addentrava all’interno dell’inquietante Gola della Rossa, un passaggio stretto, con le alte pareti di roccia rossa che incombevano da entrambi i lati sulla strada e sul sottostante corso del fiume Esino. Lucia non aveva mai attraversato da sola quei lugubri anfratti, ma ormai aveva deciso. Prima di raggiungere Apiro, voleva visitare di nuovo la rocca del Monte San Vicino. Pertanto doveva percorrere a ritroso

